Lunedì 23 Dicembre – Luca 1,57-66 – “Vennero per circoncidere il bambino”
Lunedì 23 Dicembre
Novena del Natale 2024
Luca 1,57-66
“Vennero per circoncidere il bambino”
È il rito previsto dalla religione ebraica, evidenzia nella carne l’appartenenza al popolo eletto, è il segno dell’alleanza. Mentre la pratica di dare il nome di un antenato era una tradizione di uomini per cercare di tenere viva la memoria di coloro che li avevano preceduti. Queste modalità danno la sensazione del sistemare tutto nel già noto, nel già conosciuto. Nasce una vita e la si inscrive nella traccia percorsa da tempo. Sia Elisabetta che Zaccaria interrompono questa abitudine:” il suo nome è Giovanni”. Ha un nome e un destino che provengono da Dio stesso, li si può solo accogliere e custodire. Non è una tentazione superata quella di circoscrivere il mistero di Dio in schemi consolidati e ben definiti, di pretendere di sapere come Dio pensa senza l’umiltà di ascoltare la sua Parola o quella dei fratelli. La novità scombussola, crea sgomento e suscita anche paura, mentre il conosciuto rassicura. A volte le stesse sintesi dottrinali che sono frutto di riflessioni umane, nonostante siano pensate e soppesate, possono diventare schemi ideologici privi di sapienza evangelica. Spesso applichiamo categorie alla vita, alle persone: i poveri, gli stranieri, i disabili, i ricchi… come se fossero uguali, ma perdendo la verità delle loro storie, dei loro vissuti. La realtà è complessa, può incutere timore, ma è anche ricca e non merita di essere chiusa in definizioni. Lo Spirito soffia dove vuole e non c’è Natale cristiano senza un po’ di meraviglia, non c’è fede senza un po’ di fiducia nel nostro umano, non c’è incarnazione senza un po’ di coraggio e creatività. Viviamo l’avventura del nostro nome, cioè della nostra originalità, del conoscerci, della nostra unicità dentro la rete delle relazioni umane. Il rapporto con Dio possa essere come un viaggio e non uno studio a tavolino del mondo. Maranathà, vieni Signore Gesù.