Natale 2024 – Luca 2,1-14 – “Troverete un bambino

Natale 2024
Luca 2,1-14
“Troverete un bambino”

Oggi vorrei augurarvi di saper vedere i segni della presenza del nostro Signore, tracce che che parlano di umanità indifesa, affidata e operosa. Parole così umane da parlare di Dio, parole incarnate e non solo affermate, parole semplici che disarmano e suscitano il desiderio di essere migliori … Alcuni di questi segni mi hanno accompagnato in questo anno. Persone che trasmettono pace e serenità pur vivendo situazioni oggettivamente drammatiche, altre che hanno una cura del prossimo più povero con una discrezione e una costanza che parlano di Dio. E chissà quante altre il mio cuore disattento non le ha notate. Ma quelle di cui mi sono accorto mi accompagnano e mi pungolano a cambiare, a essere meno egoista e mi aprono alla Speranza. Maranathà, continua a venire Signore Gesù.

Lunedì 23 Dicembre – Luca 1,57-66 – “Vennero per circoncidere il bambino”

Lunedì 23 Dicembre
Novena del Natale 2024
Luca 1,57-66
“Vennero per circoncidere il bambino”

È il rito previsto dalla religione ebraica, evidenzia nella carne l’appartenenza al popolo eletto, è il segno dell’alleanza. Mentre la pratica di dare il nome di un antenato era una tradizione di uomini per cercare di tenere viva la memoria di coloro che li avevano preceduti. Queste modalità danno la sensazione del sistemare tutto nel già noto, nel già conosciuto. Nasce una vita e la si inscrive nella traccia percorsa da tempo. Sia Elisabetta che Zaccaria interrompono questa abitudine:” il suo nome è Giovanni”. Ha un nome e un destino che provengono da Dio stesso, li si può solo accogliere e custodire. Non è una tentazione superata quella di circoscrivere il mistero di Dio in schemi consolidati e ben definiti, di pretendere di sapere come Dio pensa senza l’umiltà di ascoltare la sua Parola o quella dei fratelli. La novità scombussola, crea sgomento e suscita anche paura, mentre il conosciuto rassicura. A volte le stesse sintesi dottrinali che sono frutto di riflessioni umane, nonostante siano pensate e soppesate, possono diventare schemi ideologici privi di sapienza evangelica. Spesso applichiamo categorie alla vita, alle persone: i poveri, gli stranieri, i disabili, i ricchi… come se fossero uguali, ma perdendo la verità delle loro storie, dei loro vissuti. La realtà è complessa, può incutere timore, ma è anche ricca e non merita di essere chiusa in definizioni. Lo Spirito soffia dove vuole e non c’è Natale cristiano senza un po’ di meraviglia, non c’è fede senza un po’ di fiducia nel nostro umano, non c’è incarnazione senza un po’ di coraggio e creatività. Viviamo l’avventura del nostro nome, cioè della nostra originalità, del conoscerci, della nostra unicità dentro la rete delle relazioni umane. Il rapporto con Dio possa essere come un viaggio e non uno studio a tavolino del mondo. Maranathà, vieni Signore Gesù.

IV Domenica di Avvento – Luca 1,39-45 – “Beata”

IV Domenica di Avvento
Luca 1,39-45
“Beata”
Anche oggi si ascolta il brano della Visitazione, il dialogo tra Maria ed Elisabetta. Ma questa volta vorrei sottolineare la beatitudine attribuita a Maria: beata tu che hai creduto nell’adempimento di ciò che il Signore ti ha detto…. Penso come sia vero che quando crediamo a una prospettiva che intuiamo vera, promettente e mettiamo in atto i passi per realizzarla siamo davvero felici! Credere permette di realizzare qualcosa che ancora non c’è e che senza la nostra adesione, il nostro consenso potrebbe non esistere. Quanti sogni chiedono di crederci altrimenti rimangono tali, quanti buoni propositi necessitano di passi concreti per non rimanere sterili principi, quanti sentimenti hanno bisogno di essere espressi altrimenti non creano storie importanti…. Maria ha dato la sua adesione, ha rimesso la sua vita nelle mani del Signore, fidandosi delle parole ascoltate, sperimentando la sua affidabilità. O la Parola si fa carne o non è fede. Noi siamo i passi, le scelte nelle quali abbiamo creduto. maranathà, vieni Signore Gesù.

Sabato 21 dicembre 2024 – Luca 1,39-45 – “Andò in fretta”

Sabato 21 dicembre 2024
Novena del Natale
Luca 1,39-45
“Andò in fretta”

Ma che gioia avevi nel tuo cuore, o Maria, che sei partita di corsa per andare da tua cugina Elisabetta!?! Non vedevi l’ora di condividere con lei quello che ti era successo, per parlare con qualcuno che ti avrebbe compreso perché anche lei era stata benedetta dal Signore! Due donne colme di gioia e di meraviglia. Certamente una situazione unica, speciale, ma irripetibile? Non potrebbe essere anche un’immagine, un quadro che sebbene raffiguri la più alta bellezza delle relazioni fraterne, indica uno stile per i rapporti nelle nostre comunità? Poter trovare il modo di dirci il bene che visita la nostra vita, magari con pudore, senza facili esaltazioni, ma testimoniare l’uno all’altro quando percepiamo il Signore fedele e presente. Quali relazioni viviamo nelle nostre chiese? Sappiamo vigilare e superare il livello della chiacchera e della critica senza veri intenti costruttivi e correttivi? Impariamo piuttosto, ad affrontare insieme i vuoti e le frustrazioni cercando le ragioni, ascoltando sia parole vere che la Parola come bussole nei tempi oscuri. Sappiamo gioire del bene vissuto o compiuto dai fratelli? Che l’icona della Visitazione ci custodisca il cuore e la voce per vivere esperienze di comunione e rapporti di sostegno reciproco, di amore fraterno. Maranathà, vieni Signore Gesù.

Venerdì 20 Dicembre 2024 – Luca 1,26-38 – “Non temere, Maria”

Venerdì 20 Dicembre 2024
Novena del Natale
Luca 1,26-38
“Non temere, Maria”

Parole che sembrano essere contraddette da quello che sarà la proposta che Gabriele rivolgerà a Maria: diventare madre del Messia senza la sicurezza della presenza di un uomo, senza la protezione dello schema più comune della vita. Poteva non temere? Eppure Maria si fiderà, dirà: ‘Eccomi’. Ogni prospettiva che si palesa ai nostri occhi e che si presenta come affascinante porta sempre anche il timore di non farcela, ogni chiamata che sia tale, fa tremare e innamorare. Si avverte che si è piccoli per le responsabilità che ci sono richieste, ma anche che non si è soli. Affidarsi alla verità che si intuisce, che emerge nel cuore con una forza che non è caparbietà, con una perseveranza che non è ambizione, con una urgenza che non è imprudenza, è rispondere a una chiamata, a un’ ‘annunciazione’. Se non obbediamo a queste luci interiori paghiamo il prezzo di soffocare qualcosa di noi, dalla possibile gioia passeremo alla tristezza della rinuncia. E allora chiediamo la Grazia per dire il nostro Eccomi, per ripeterlo ogni volta che la vita ci interpella, ogni volta che qualcosa o qualcuno ci chiama ad uscire dalle nostre zone confortevoli per intraprendere qualcosa di nuovo, di inedito per noi. Non temere…. Maranathà, vieni Signore Gesù.

Giovedì 19 Dicembre 2024 – Luca 1,5-25 – “Erano giusti”

Giovedì 19 Dicembre 2024
Novena del Natale
Luca 1,5-25
“Erano giusti”
È l’annunciazione a Zaccaria, sarà padre del Battista…. Un incontro che avviene nel tempio, durante la preghiera. Non c’è luogo che non sia di Dio, non c’è tempo che non sia sacro. Zaccaria nel tempio, Maria in casa, Giuseppe durante il sonno, Pietro al lavoro… Ogni spazio, ogni momento è opportuno per un’esperienza di senso, di luce, di verità. L’ordinario può ospitare lo straordinario. A volte giudichiamo sterile il nostro vivere, privo di bene, segnato dal dover fare e non ne vediamo più il senso. E se fosse sufficiente cambiare il nostro sguardo per lasciar entrare qualche raggio di luce? Passare da quello che non ricevo a quello che posso dare? Magari solo in termini di ascolto, di attenzione. Zaccaria non crede sia possibile che la loro vita diventi feconda, troppo anziani… Ma qui non è in gioco solo quello che può fare un uomo, ma anche quello che è dono di Dio. Se riapriamo il cuore all’attesa, alla vigilanza, potremmo cogliere le occasioni di bene che Dio ci offre. Non saranno eclatanti, ma reali si! Zaccaria è condannato al mutismo fino a che non confermerà il nome “Giovanni”, d’altronde se non accetti di vivere di cosa puoi parlare? E si può essere afoni anche parlando tanto perché si ripetono luoghi comuni, spesso anche su Dio. Maranathà, vieni Signore Gesù!

Mercoledì 18 Dicembre 2024 – Matteo 1,18-24 – “Gli apparve in sogno”

Mercoledì 18 Dicembre 2024
Novena del Natale
Matteo 1,18-24
“Gli apparve in sogno”
Tutti noi attraversiamo tempi di crisi, periodi segnati da avvenimenti che ci disorientano e mettono in discussione quelle che erano le nostre certezze…. A volte arrivano improvvisi, altre senza che quasi non ce ne accorgiamo, ma ad un certo punto ci scopriamo vuoti e demotivati. Per Giuseppe fu una confidenza tanto inaspettata quanto sconvolgente… Un sogno che scompare improvvisamente… Ma non cancella il sentimento profondo che provava per sua sposa, pensava di non ripudiarla pubblicamente. Quante volte invece la delusione nelle relazioni umane e di fede trasforma l’amore in odio, l’intimità in violenza verbale.
I tempi della crisi sono faticosi e spiacevoli, ma non è detto che siano inutili. Ci costringono a pensare, a pregare e se vogliamo uscirne, a parlarne. Sono caratterizzati da una attesa che non possiamo evitare, possiamo solo abitare con le nostre rielaborazioni, nutrendoci di ascolti preziosi di sé, dei fratelli e di Dio.
Per Giuseppe l’ispirazione è arrivata in un sogno, nel momento nel quale ciascuno di noi è affidato e impotente, magari in un raro momento di assopimento in quelle notti travagliate e intrise di domande e dolore.
Il Signore, l’Emmanuele, non lo ha abbandonato a se stesso.
L’intuizione è sorta nel sonno e come tale può essere poco plausibile, ma nel cuore di quest’ uomo essa è limpida e risuona come una spiegazione credibile, da mettere in pratica.
Non lasciamo che lo scoramento vinca la speranza, non lasciamo che manchino la preghiera e la condivisione nei tempi di crisi.
Maranathà, vieni Signore Gesù!

Martedì 17 dicembre 2024, Matteo 1,1-17, “Figlio di Abramo”

Martedì 17 dicembre 2024
Matteo 1,1-17
“Figlio di Abramo”
È il lungo elenco degli antenati di Gesù, una genealogia che Matteo fa partire da Abramo per sottolinearne il filo della fede, mentre Luca parte da Adamo per ribadire la linea dell’umanità…
Nomi che evocano storie diversissime, di coraggio e di paure, di fedeltà e di tradimenti, di resistenza e di fughe, di fede e di diffidenza.
Gesù non ha antenati perfetti, la sua è una dinastia di uomini impastati della nostra stessa carne, capace di amare e di egoismo. È in questo solco che avviene l’incarnazione…
Forse abbiamo anche noi radici umane di cui essere fieri e altre che non apprezziamo se non addirittura che detestiamo. Accettare la storia di famiglia che ci ha generato non è sempre facile, potrebbero trascorrere anni di conflitti più o meno consapevoli con le nostre matrici di origine. Ma questo testo ci spinge a credere che nessuna storia è un campo così arido da respingere la forza feconda dello Spirito. Come i fiori che nascono in strade e terreni apparentemente inadeguati, così accogliere la Parola del Vangelo e metterla in pratica ci rigenerano, rendendoci capaci di superare il timore di essere sbagliati o inutili, di essere segnati dalle nostre origini. Guardare con uno sguardo di compassione la nostra storia e lasciarci ispirare dal bene che ci abita. Maranathà, vieni Signore Gesù.

Lunedì 16 dicembre 2024 – Matteo 21,23-27 “Con quale autorità?”

Lunedì 16 dicembre 2024
Novena del Natale
Matteo 21,23-27
“Con quale autorità?”

Oggi inizia la novena del Natale, un breve pellegrinaggio che ci porta come i Magi al cospetto di Gesù bambino, presenza dell’amore che si dona senza imporsi a ciascuno di noi.
Nel testo di oggi assistiamo a un dialogo tra i capi dei sacerdoti, gli anziani del popolo e Gesù. I primi, indispettiti perché il Signore insegna del tempio, gli pongono la domanda: “con quale autorità fai queste cose?”, lo percepiscono come un usurpatore di ruolo, di competenze. La parola “autorità” deriva dal verbo latino “augere” che significa crescere, ma anche far crescere…. Che bello avvertire che vi è una persona, una realtà, un’ istituzione o anche solo un libro, un’opera d’arte che ci fa crescere! Che ci aiuta ad aumentare la nostra comprensione del mondo, della vita, di noi stessi. Che ci apre a visioni di speranza e a nuovi cammini , che ci aiuta a correggerci… che grazia quando abbiamo incontrato insegnanti che a vario titolo hanno esercitato una autorità feconda!
Ma occorre anche che si abbia desiderio di crescere, di cambiare… Gesù controbatte con una domanda alla quale i suoi interlocutori non rispondono. Sono intrappolati nei loro calcoli per garantirsi il ruolo, ma così perdono l’opportunità di crescere…
Apriamoci alla grazia feconda della Parola di Dio affinché diventi la nostra carne.
Maranathà, vieni Signore Gesù!